Primo piano di un grappolo d'uva nera matura appeso alla vite fra foglie verdi, fotografato in un vigneto di Frascati
Primo piano di un grappolo d'uva nera matura appeso alla vite fra foglie verdi, fotografato in un vigneto di Frascati. Foto: Anil Öztas · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Quando si pensa al vino italiano, il Lazio non è sempre la prima regione che viene in mente. Eppure attorno a Roma, e soprattutto sulle colline dei Castelli Romani, la vite si coltiva da secoli e i vini locali sono parte della vita quotidiana della città. In questo articolo vi raccontiamo le denominazioni più vicine a Ostia, con qualche indicazione pratica per chi vuole assaggiarle durante il soggiorno.

Roma DOC, la denominazione della Capitale

La Roma DOC è una denominazione giovane: è stata approvata nel 2011 e riguarda vigneti in numerosi comuni della provincia di Roma, fra cui Frascati, Velletri, Marino, Cerveteri e Civitavecchia, oltre a parti dei territori di Fiumicino e della stessa Roma. Esiste anche una sottozona Classico, limitata a una parte delimitata del comune di Roma.

I vitigni raccontano bene il territorio:

  • il bianco si basa soprattutto sulla Malvasia del Lazio, detta anche malvasia puntinata, insieme a vitigni come Bellone, Bombino, Greco bianco e Trebbiano;
  • il rosso e il rosato partono dal Montepulciano, con Cesanese, Sangiovese e altre uve;
  • fra le tipologie ci sono anche il Romanella spumante e le versioni da monovitigno di Malvasia puntinata e Bellone.

È una denominazione pensata per dare un nome riconoscibile ai vini prodotti attorno alla Capitale, e oggi la si trova facilmente nelle enoteche e nei ristoranti della città.

Frascati, il bianco dei Castelli Romani

Il nome più famoso è senza dubbio Frascati. La sua DOC è stata riconosciuta nel 1966, fra le prime in Italia, e comprende interamente i comuni di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone, più parte dei territori di Roma e di Monte Compatri. I vigneti si trovano sul versante settentrionale dei Colli Albani, su terreni di origine vulcanica, fra la pianura e le prime alture.

Il Frascati è un vino bianco basato sulle malvasie (malvasia bianca di Candia e malvasia del Lazio), affiancate da Bellone, Bombino, Greco e Trebbiano. È un bianco che accompagna bene la cucina di mare del litorale: provatelo con una frittura o con un piatto di pasta e telline.

Frascati Superiore e Cannellino

Nel 2011 dalla DOC Frascati sono nate due DOCG, il livello più alto delle denominazioni italiane:

  • Frascati Superiore DOCG, versione più strutturata del bianco di Frascati, prodotta nella stessa area;
  • Cannellino di Frascati DOCG, un vino dolce ottenuto da uve lasciate maturare a lungo o appassite, sempre a base di malvasia. È il compagno classico dei dolci secchi e della pasticceria da forno.

Gli altri vini dei Castelli e il Cesanese

I Castelli Romani hanno anche altre denominazioni legate ai singoli paesi, come Marino, Colli Albani, Colli Lanuvini e Velletri: nomi che ritroverete sulle etichette e nelle carte dei vini della zona. Spostandosi più lontano, nel sud del Lazio, c'è il Cesanese del Piglio, un vino rosso DOCG prodotto in provincia di Frosinone.

Dove e come assaggiarli

Il modo più piacevole per conoscere questi vini è andarli a cercare dove nascono. A Marino, ogni anno la prima domenica di ottobre, si celebra la Sagra dell'Uva, una delle feste popolari più antiche d'Italia: durante la festa la Fontana dei Quattro Mori, nel centro del paese, dà vino invece di acqua. Ad Ariccia, invece, la tradizione è quella delle fraschette, osterie informali dove il vino dei Castelli si beve insieme alla porchetta e a piatti semplici. Programmi e date della sagra vanno sempre verificati sui canali ufficiali del Comune di Marino prima di partire.

Un consiglio pratico: se decidete di fare un giro fra cantine e paesi dei Castelli, organizzatevi in modo che chi guida non beva. In alternativa, molte enoteche di Roma e del litorale propongono vini laziali al calice, così potete assaggiare senza spostarvi troppo.

Un calice al rientro

Dopo una giornata fra i vigneti o in città, rientrare a Lido di Ostia e cenare con calma è il modo migliore di chiudere la giornata. A Casa di Elisa ha una cucina completa e Maremè Guest House un angolo cottura completo con un piccolo balconcino: basta una bottiglia comprata durante la gita e qualche prodotto del territorio per una cena semplice. Entrambi gli alloggi hanno aria condizionata e Wi-Fi gratuito, e con il self check-in potete arrivare con i vostri tempi, fra il pomeriggio e la sera.

Dopo i sapori di Roma, la vostra cucina

La colazione non è inclusa, ma entrambi gli alloggi hanno una cucina attrezzata con macchina del caffè e bollitore.